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La collaborazione è la chiave per garantire aria pulita a tutti, dicono gli esperti
La Giornata internazionale annuale di aria pulita per i cieli blu si terrà il 7 settembre 2026 con il tema "Insieme per l'aria pulita". Considerato il più grande rischio ambientale per la salute di questi ultimi tempi, l'inquinamento atmosferico può portare malattie di vario tipo anche gravi. L'inquinamento atmosferico proviene da una miriade di fonti, tra cui impianti industriali, industria estrattiva, consumo energetico domestico, veicoli, incendi boschivi e combustione dei rifiuti. Per affrontare l'inquinamento atmosferico, i governi devono attuare leggi e incentivi che consentano di sbloccare gli investimenti in aria pulita in tutti i settori. Ogni anno, il 7 settembre, il mondo celebra la Giornata internazionale dell'aria pulita per il cielo blu. La giornata mira a sensibilizzare e a facilitare le azioni per migliorare la qualità dell'aria. L'UNEP collabora con governi, organizzazioni intergovernative, imprese, istituzioni scientifiche e organizzazioni della società civile. È un appello globale per trovare nuovi modi di fare le cose, per ridurre l'inquinamento atmosferico che causano e garantire che tutti, ovunque possano godere del loro diritto di respirare aria pulita.
In passato la Comunanza agraria di Afrile e l’Assemblea della montagna In-Alto hanno portato nella montagna Folignate diversi studiosi e personalità di rilievo quali: Paolo Nespoli astronauta, Prof. Roberto Battiston fisico, dott. Francesco Penza pneumologo, Prof. Picchio Rodolfo UniTuscia, dott. Massei Gianluca Arpa Umbria e ten. Col. Guido Guidi meteorologo Aeronautica Militare
La Comunanza Agraria di Afrile e l’assemblea della Montagna “In-Alto” in collaborazione con il Laboratorio di scienze sperimentali di Foligno e Legambiente di Foligno nonché con il Camper Club Le Sorgenti.
Organizzano
GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’ARIA PULITA PER I CIELI BLU 2026


























GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'ARIA PULITA PER I CIELI BLU.
DESCRIZIONE DEI LUOGHI
(da “I luoghi del Silenzio”)
Cenni Storici
Afrile è ubicato sul fianco del monte omonimo, in una posizione da cui godiamo un bel panorama verso la Valle umbra e verso buona parte delle cime appenniniche.
L’esposizione a meridione e la collocazione a mezza costa, che pone la località al riparo dai venti del nord, ne hanno fatto uno spazio ottimo per l’insediamento umano.
Sul monte di Afrile sono state individuate le sedi di alcuni Castellieri.
Afrile è documentato nel 1143 come designatore territoriale collegato alla chiesa di Santa Maria, appunto, de Afrile che dipendeva dal monastero di Santo Stefano in Gallano; nel territorio pertinente, il monastero era titolare (1197) di “possessiones et homines“.
Se non è dimostrabile l’appartenenza dell’intero agglomerato a quell’ente monastico, è invece verosimile che nel corso del Duecento il villaggio fosse stato inglobato nel territorio di Foligno.
Ve lo troviamo attestato nella prima metà del Trecento nello Statuto del Comune che disponendo (rubrica trentottesima) le modalità di nomina di 40 bàiuli, ovvero messi fiscali del Comune cittadino, ne designava uno per la “Villa Afrelis“; secondo il Dorio, Ugolino Trinci avrebbe trasformato (1387) il villaggio, insieme ad altre località, in un castello, cioè in un villaggio fortificato.
La costruzione della torre è confermata dall’elenco (1421) delle fortificazioni in essere durante la signoria folignate dei Trinci in cui si menzionava la Turris Afrelis, la cui custodia era demandata ai residenti, per “homines scindicatus Afrelis“.
La struttura si trova sul lato occidentale del monte di Afrile, posta a guardia della viabilità e delle sorgenti di Afrile, lungo un antico percorso montano che si stacca all’altezza della chiesa di Santa Maria e conduce a Fondi.
Al momento versa in pessime condizioni e di essa rimangono solo una torre invasa dalla vegetazione ed un breve tratto delle mura perimetrali.
Le origini romane del paese, come le voci degli abitanti asseriscono, non sono mai state supportate da dati oggettivi.
Aspetto
Non rimane alcuna traccia visibile di edifici risalenti al Medioevo, ma le abitazioni hanno conservato l’impianto tipico di quel periodo: case a schiera e case-torri a due e tre piani, poi inglobate in blocchi di edifici successivi.
A volte essi si addossano alla roccia adattando i diversi piani all’andamento del pendio.
Di fronte alla chiesa si trova una piazza di modeste dimensioni, il cui spazio è stato ricavato realizzando un muro di contenimento del terreno.








Afrile un luogo ameno: immagini.